Cardiologi, la paura per il Covid rallenta i controlli del colesterolo

Cardiologi, la paura per il Covid rallenta i controlli del colesterolo

Il Covid-19 ha avuto e continua ad avere effetti molto negativi sulla salute dei pazienti con malattie cardiovascolari. Tra i tanti controlli di routine saltati a causa della pandemia, infatti, vanno messi in conto anche quelli per i valori del colesterolo, una delle principali cause di infarti e ictus. A lanciare l’allarme sono i cardiologi, in occasione del lancio della campagna “Il cuore conta su di te – Fai la mossa giusta“, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore in collaborazione con Amgen.

“La percezione degli ospedali come luoghi di contagio distoglie tanti pazienti dall’effettuare normali esami clinici di laboratorio per il controllo periodico di fattori di rischio, come il colesterolo cattivo”, spiega Pasquale Perrone Filardi, ordinario di Cardiologia alla Federico II di Napoli e presidente eletto della Società Italiana di Cardiologia (Sic). Un rischio serio se si considera che, secondo i dati sulla rivista Lancet Public Health, nel 2017 in Italia sarebbero stati 47mila i decessi attribuibili proprio a valori di colesterolo Ldl troppo elevati.

“Come mostrano diversi studi – aggiunge – una riduzione di 40 mg/dl di colesterolo Ldl nel sangue si associa ad un abbattimento del 20-22% degli eventi cardiovascolari. Tuttavia, la stragrande maggioranza degli adulti italiani over 50 secondo ultime linee guida europee del colesterolo presenta valori molto al di sopra di quelli consigliati. Quindi è prevedibile che il rallentamento dei controlli dovuti alla pandemia possa influire negativamente, aumentando il numero di eventi cardiovascolari nel futuro. Questo riguarda ancor di più pazienti che ne hanno già avuto uno”.

“Poiché l’emergenza Covid sta ostacolando l’attività all’interno delle strutture sanitarie – conclude Giovanni Esposito, presidente eletto della Società italiana di cardiologia interventistica (Gise) – è importante non solo seguire a distanza i soggetti in terapia con il teleconsulto, ma anche attivare quanti più canali alternativi per continuare a sensibilizzarli sull’importanza di una dieta sana, di attività fisica regolare e di una corretta assunzione dei farmaci”.

L’immagine in evidenza è di Carles Rabada (Unsplash).

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